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ATTIVITA´ QRP >> RICONOSCERE LO SPLIT NEI DX

Lo split è la tecnica di trasmettere su una frequenza ed ascoltare un poco più in alto o più in basso. Una cosa molto semplice e molto efficace, se bene gestita da tutte e due le parti. Un modo diabolico di complicare la vita e rendere il contatto impossibile, se gestito male.

E' molto tacile da capire: Ci sono tanti bei pile-up e viene la voglia di ascoltare come vanno le cose in casa degli altri. Chi passa subito e chi non passa per niente. Chi si sgola per delle ore e chi fa il furbo in frequenza.


I neofiti del DX si potranno chiedere come si faccia a trovare la frequenza su cui trasmette la stazione che vogliono collegare.
E' facile trovare il pile-up, e quando si lavora isofrequenza il corrispondente è li, ma se il DX è su una frequenza diversa, come si fa a capire dove si trova? E' facile anche in questo caso. Basta fare attenzione qualche chilociclo sopra e sotto. Là dove si trovano alcuni cretini che si insultano tra di loro, là dove ci sono portanti e proteste, là dove ci sono i poliziotti della frequenza che danno informazioni e cacciano gli intrusi, là dove vanno tutti ad accordare, ecco, quella è, generalmente, la frequenza dove stà la stazione DX.


Abbiamo trovato la stazione che vogliamo collegare, accordiamo per bene i nostri apparati, sintonizziamo il ricevitore sulla frequenza su cui lavora l'agognato corrispondente, e a questo punto che cosa dobbiamo fare.

Le soluzioni sono due.
Una è quella di mettersi a chiamare disperatamente senza posa, la seconda è quella di ascoltare per qualche minuto e cercare di farsi una idea di quello che sta succedendo ed in particolare della tecnica di ascolto del corrispondente.
E' un elemento basilare per non dover passare tutto il resto della giornata chiamando inutilmente e rompendo te scatole a famiglia, vicini che guardano la televisione e colleghi di radio, che abitano sfortunatamente abbastanza vicino.
L'operatore DX da parte sua dovrebbe rendersi conto che dall'altra parte ci sono dei corrispondenti "scafati" e capaci, e dei novizi con poca esperienza. Da questo la necessità di dare chiare indicazioni di quello che sta facendo e di dare spesso indicazioni sutta finestra di ascolto. Se cosi non viene fatto, si corre il rischio di aiutare solamente a fare più confusione che se si operasse isofrequenza.
Le spedizioni normalmente lavorano su frequenze abbastanza standard e ascoltano qualche chilociclo più in alto.
Se prendiamo ad esempio una stazione che lavora a 28495, generalmente ascolta tra 28500 e 28510. Già qui cominciamo a fare le prime osservazioni. Ascoltare 5 chilocicli sopra significa che, se ci sono stazioni vicine, che rispondono 5 chilocicli sopra, queste si disturbano una con l'altra. La soluzione è quella di lasciare un maggiore spazio. Ad esempio lavorare a 14145 ed ascoltare a 14200. In questo modo evitiamo gli splatters e le interferenze.
 La finestra di ascolto generalmente è di 5 o 10 chilocicli, e bisognerebbe cercare di non portarla mai oltre i 20 chilocicli, per evitare di interferire troppo con altre stazioni che usano te frequenze. E' molto irragionevole pensare che tutta la banda debba essere riservata a coloro che fanno DX, senza ricordarsi ad esempio che a 14235, + o - 5 chilocicli c'è chi si occupa di SSTV.

Qualsiasi pile-up può essere lavorato in 10 o massimo 20 chilocicli, al limite lavorando per numero. Usare uno spazio maggiore significa solamente che l'operatore è poco capace. Ma purtroppo, spesso chi va in giro ad attivare paesi difficili, lo fa solamente perché ha soldi, e non perché è capace di gestire il pile-up, e lo si capisce subito, basta vedere la lentezza e la difficoltà con la quale va avanti.


Fino a qui abbiamo parlato male di chi fa la spedizione, ora vediamo di parlare ancora peggio di coloro che se ne stanno tranquilli e beati, seduti nella loro poltrona, a criticare e lamentarsi degli spedizionieri.


Anni fa era abbastanza facile lavorare lo split. Bastava mettersi ad ascoltare le frequenze di risposta. Segnare i nominativi di coloro che chiamavano, e le loro rispettive frequenze di trasmissione. Se ne prendevano una decina e si aspettava che passassero. Si prendeva nota di come e quando passavano e si faceva una semplicissima griglia, dalla quale si poteva capire che tipo di comportamento aveva la stazione DX. Si stabiliva cioè se rispondeva più volte di seguito sulla stessa frequenza, si capiva se si spostava di uno o più chilocicli per volta, si vedeva se partiva dall'alto verso il basso o viceversa, si trovavano quelle che erano te frequenze preferite o se gradiva stare ai bordi o in mezzo allo split. A questo punto bastava decidere dove mettersi e, nel giro di poco si passava.


Provatevi ora a fare qualcosa del genere. E' praticamente impossibile capire chi sono i corrispondenti sulla frequenza di risposta. Chiamano sempre tutti, e continuamente. Non ha la minima importanza che quello chieda del G3 che finisce per Foxtrot. Rispondono tutti. Se poi va per numero, chiamano tutti lo stesso, e continuano a chiamare, sia che risponda sia che stia zitto. Mi domando come fanno a capire se ha risposto a loro, tanto non ascoltano mai. A volte questo non dà fastidio, perché chiamano 2 o 3 chilohertz spostati, ma spesso cercano il corrispondente e chiamano sopra, illudendosi di riuscire a fare abbastanza violenza da convincere il DX a dare retta prima a toro che a colui al quale ha risposto.
 Lo dico per esperienza personale. 


Ora, cercate di mettervi nei panni di quel poveretto che sta lavorando il pile-up, e non ditemi che se la è voluta lui la rogna. Riesce a prendere, magari in parte, l'indicativo di un corrispondente e lo chiama.

Per tutta risposta si sente il segnale di un altro, che forte della sua potenza o delle antenne migliori, si piazza sopra il corrispondente richiesto.

Viene chiesto nuovamente il primo nominativo, ma risponde sempre l'altro, e questo si ripete ancora. Uno normate lo segna tra coloro ai quali non mandare la QSL.

A prescindere da questi casi estremi, rimane il fatto che questi tipi di comportamento riescono solamente a rallentare il flusso delle operazioni e non danno generalmente nessun vantaggio. Vediamo di evitarlo, per quanto è possibile.


Uno degli svantaggi dello split, è quello che, quando i segnali del corrispondente non sono molto robusti, si corre il rischio di non essere sicuri di aver fatto il collegamento.


Non che lavorando isofrequenza questo non avvenga, anzi può essere anche peggio, ma qui stiamo parlando dello split e sul resto ritorneremo un'altra volta. Rimane solamente da riprovare il collegamento, magari meglio se su una banda differente.

Chi ha delle frequenze di appoggio in 2 metri o in 70 centimetri usa chiedere il conforto del parere ai colleghi che stanno chiamando assieme a lui. Ma non fatevi sviare dai loro pareri. Sono pochi quelli che si assumono la responsabilità che non volete prendervi voi, e troverete che quasi tutti esprimeranno pareri poco convincenti. Basatevi solamente sulle percezioni vostre, altrimenti finirete per essere presi in giro dagli amici, che vi diranno sempre che non siete passati, per divertirsi alle vostre spalle mentre continuerete a chiamare.
 Nei giorni in cui scrivo, ci sono fuori le spedizioni da XF, FO0 e da YX. Parte delle stesse è stata tenuta in maniera impeccabile, parte in maniera molto poco professionale. E non voglio dirvi chi era bravo e chi no, tanto lo sapete tutti. Certo è che, in una di queste spedizioni si poteva ascoltare l'operatore che dichiarava di ascoltare da 5 a 10 chilocicli sopra, mentre in realtà ascoltava da 5 a 15 sopra, e questo è un fatto che dà molto fastidio. 
Sia nello split che nelle operazioni isofrequenza ci sono comunque degli elementi basilari che devono essere seguiti da coloro che sono ai due lati del collegamento.

E uno di questi è quello di lavorare le stazioni distanti quando hanno la propagazione favorevole.

Avete sentito per es ZL che, appena sentiva qualche europeo in 10 o 15 metri, informava subito gli americani di stare buoni, tanto con loro la propagazione la poteva trovare su tutte le bande in qualsiasi momento. E lavorava gli europei di continuo, fino a quando la propagazione durava.

Questo è il modo giusto di gestire la frequenza, e i corrispondenti che vengono esclusi devono cercare di capire e starsene tranquilli. Ma forse gli americani sono più ragionevoli e accettano queste situazioni.
Non cosi era da ZA dove discorsi di questo tipo erano accettati con molta meno sportività e ragionevolezza.


Le conclusioni quali sono? Meglio lo split o meglio isofrequenza? Non ci sono ombre di dubbio. II DX va lavorato in split, è il modo migliore di andare avanti presto e bene, se gli operatori sono capaci.


E' l'unico modo di non intasare la frequenza e rendere impossibile i QSO. Ma richiede un minimo di esperienza da ciascuna delle due parti. E richiede un poco di educazione da parte di chi risponde alla stazione DX, molto meno di quanta serve in altri casi, ma ne serve anche qui, altrimenti non si combina niente. E anche per lo split non esiste nulla di meglio della solita vecchia regola.

Ascoltate gente, ascoltate. 


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